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	<title>DMZ-ine &#187; migliori</title>
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		<title>Ascolti: Antidotes dei Foals</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 23:26:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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I Foals sono considerati banalmente uno dei soliti gruppettini che sono stati fagocitati ultimamente da NME e si sono  trovati sotto i riflettori un po&#8217; per caso e un po&#8217; per tendenza. Ma in realtà possiedono qualcosa che li distingue dalla massa informe di band che da intasano le nostre orecchie con i soliti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/03/foals.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1740" src="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/03/foals-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p>I Foals sono considerati banalmente uno dei soliti gruppettini che sono stati fagocitati ultimamente da NME e si sono  trovati sotto i riflettori un po&#8217; per caso e un po&#8217; per tendenza. Ma in realtà possiedono qualcosa che li distingue dalla massa informe di band che da intasano le nostre orecchie con i soliti accordini british.</p>
<p>Ho  acquistato Antidotes con i saldi di fine estate di HMV a Londra, era un Cd buttato come tanti altri sugli scaffali tra una marmaglia di  band che indie tanto di tendenza. </p>
<p>Dopo averli ascoltati posso assicurare che i  Foals sicuramente non rivoluzionano lo scenario musicale, ma mi pare si differenzino evidentemente dal panorama circostante: riescono a destreggiarsi suonando strumenti di ogni natura e sorta, producendo  tonalità diverse ad ogni brano. </p>
<p>I pezzi prendono corpo gradualmente: da una quiete e una monotonia iniziale si arriva, attraverso  un climax ascendente,  a un miscuglio di suoni e di voci sempre più ritmato e accelerato.</p>
<p>Il risultato finale è la genesi di un sound elementare, ma ricco di  polifonie. I foals riescono così  a giocare bene le loro carte, non discostandosi troppo dalla imprinting  &#8221; indie figo &#8221; che  gli permetterà di pagarsi le bollette, ma riuscendo al contempo  ad aggiungere qualcosa di sostanzialmente nuovo al gendere. </p>
<p>E&#8217; un disco orecchiabile, anche se  un po&#8217; ripetitivo, ma diverte e coinvolge in turbinio di suoni e colori diversi. </p>
<p>Antidotes si trasforma in una danza, è  movimento continuo, un passo variato dove nessun suono prevale su un altro, un equilibrio caotico che ci avvolge completamente.</p>
<p>Con questo primo album i  Foals sperimentano, e  per essere solo all&#8217;inizio della loro carriera, sono già a un buon punto.</p>
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		<title>Assaggi: Il Peso della Farfalla di Erri de Luca</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 09:33:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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Parlare del nuovo libro di Erri de Luca significa avventurarsi in un orizzonte classico, confrontandosi con uno spazio letterario tradizionale e al contempo innovativo.
Avvicinandosi alla  vicenda, seplice e paradigmatica, del re dei camosci e del suo cacciatore, anche il lettore meno svezzato non potrà non pensare al Vecchio e il Mare di Hemingway, e, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/02/il-peso-della-farfalla-erri-de-luca.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1219" title="il-peso-della-farfalla-erri-de-luca" src="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/02/il-peso-della-farfalla-erri-de-luca-184x300.jpg" alt="" width="184" height="300" /></a><br />
Parlare del nuovo libro di Erri de Luca significa avventurarsi in un orizzonte classico, confrontandosi con uno spazio letterario tradizionale e al contempo innovativo.</p>
<p>Avvicinandosi alla  vicenda, seplice e paradigmatica, del re dei camosci e del suo cacciatore, anche il lettore meno svezzato non potrà non pensare al Vecchio e il Mare di Hemingway, e, un po&#8217; superficialmente, riferire l&#8217;ultimo romanzo-racconto di De Luca ad una sfera tematica estremamente nota:  l&#8217;uomo e la natura, il confronto con il limite&#8230;etc etc.. ( per intenderci quell&#8217;insieme di connessioni che creano le tesine di maturità della maggior parte dei liceali italiani).</p>
<p>Ma Erri de Luca non è Hemingway e confrontare le due opere ( simili nell&#8217;archetipo di riferimento)  sarebbe un vero omicidio. La montagna meditata e spirituale di De Luca è molte miglia lontana dal mare crudele e svilente dello scrittore americano.</p>
<p>Il Peso della Farfalla è infatti un libro leggero, dolce e musicale, come la neve che accompagna i due protagonisti, lieve come i sentieri nascosti che vedono la sfida di un bracconiere ed un camoscio, entrambe icone sofferenti di una solitudine cercata.</p>
<p><em>In ogni specie sono i solitari a tentare esperienze nuove.  Sono una quota sperimentale che va alla deriva. Dietro di loro la traccia aperta si richiude.</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
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		<title>Assaggi: Tanatoparty di Laura Liberale</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 22:31:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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&#8221; Allora di quella luce bianca di splendore abbagliante, paurosa, non aver spavento&#8221; Bardo Todol il libro tibetano dei morti.
Tanatoparty si  nutre di musica, la sua lettura  mi assorbe come un concept album:  ha una scaletta con dei brani-personaggi, vira e spiazza con sonorità differenti partendo da una base musicale comune a tutte le pagine: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/02/Tanatoparty.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1028" title="Tanatoparty" src="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/02/Tanatoparty-195x300.jpg" alt="" width="195" height="300" /></a><br />
<em>&#8221; Allora di quella luce bianca di splendore abbagliante, paurosa, non aver spavento</em>&#8221; Bardo Todol il libro tibetano dei morti.</p>
<p><strong>Tanatoparty</strong> si  nutre di musica, la sua lettura  mi assorbe come un concept album:  ha una scaletta con dei brani-personaggi, vira e spiazza con sonorità differenti partendo da una base musicale comune a tutte le pagine: il Bardo Todol. E dal libro tibetano dei morti,vero contrappunto grafico e letterario dell&#8217;opera, Laura Liberale parte aggiungendovi la  poesia, il racconto e  l&#8217;immagine di uno degli oggetti letterari più strani in cui sia inciampato in questi tempi.</p>
<p><strong>Tanatoparty </strong>mi schiaccia il volto nel rimosso, contro il corpo morto ( putrescente o plastificato) di un cadavere , fin nel profondo della mia appartenenza ad una società materialista, che non accetta la materiale decomposizione della morte. Mi scardina, obbligandomi a riflettere sul mio bisogno di corpi eterni, immagini immarcescibili a cui dedicare la mia devozione post-adolescenziale, a cui offrire lumini culturali, in mancanza di una vera cerimonia.</p>
<p><strong>Tanatoparty</strong> mi costringe a pensare all&#8217;osceno, e alla sua rappresentazione, mi ricorda i brani di Andrè Bazin sull&#8217;irrapresentabilità della morte, mi fa pensare alle cerimonie funebri del folklore cattolico, al culto delle reliquie, all&#8217;arte formaldeidica di Damien Hirst, ai Popol Vuh, ai Bauhaus e agli Swans.</p>
<p><strong>Tanatoparty</strong> evoca, sbilancia e  spaventa in sole 126 pagine, più di quanto possa chiedere ad un libro,  ahimè  passato quasi inosservato, che mi fa ancora sperare nella possibilità di leggere parole nuove in Italia.</p>
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		<title>Navigazioni: Ilovehotdogs</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 07:50:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Arianna</dc:creator>
				<category><![CDATA[-> Navigazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[
dal film Wild at Heart (1990)
http://ilovehotdogs.net/
Un blog dove i pezzi di storia del grande schermo,  da quelli più famosi alle chicche di serie B, C, D e via dicendo, vengono raccontati attraverso i fotogrammi-chiave.
Se il film l’hai già visto, ti sembrerà di risentire, i dialoghi, le musiche, e di rivedere le inquadrature e le espressioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/01/Immagine-21.png"><img class="alignnone size-full wp-image-596" title="ilovehotdog" src="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/01/Immagine-21.png" alt="" width="359" height="203" /></a></p>
<p>dal film Wild at Heart (1990)</p>
<p><a href="http://ilovehotdogs.net/">http://ilovehotdogs.net/<br />
</a>Un <strong>blog</strong> dove i pezzi di storia del grande schermo,  da quelli più famosi alle chicche di serie B, C, D e via dicendo, vengono raccontati attraverso i fotogrammi-chiave.</p>
<p>Se il film l’hai già visto, ti sembrerà di risentire, i dialoghi, le musiche, e di rivedere le inquadrature e le espressioni degli attori. Tutto in pochi secondi: il titolo innesca i ricordi e i fotogrammi fanno il resto.<br />
Se invece non l’hai ancora visto, ti guardi qualche frame poi decidi se è il caso di andarsi a ripescare il file o il dvd.</p>
<p><a href="http://feedproxy.google.com/~r/frizzifrizzi/~3/Whg6ITT22p0">from frizzifrizzi.it</a></p>
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