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	<title>DMZ-ine &#187; dmzine</title>
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		<title>Re-visioni: Ferro 3-la casa vuota di Kim Ki-duk</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 09:05:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessia</dc:creator>
				<category><![CDATA[-> Re-visioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[recensione film]]></category>
		<category><![CDATA[storia d'amore]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
Tae-suk è un ragazzo senza casa che con un intelligente stratagemma individua appartamenti temporaneamente liberi e li abita, proprio come se fossero sua proprietà. Non sporca, non distrugge, non ruba; piuttosto talvolta aiuta, facendo il bucato, spolverando o lavando le finestre.
Unico ricordo delle notti in casa altrui: un autoscatto con i ritratti dei prorietari.

In [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/03/ferro3df6.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1844" src="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/03/ferro3df6.jpg" alt="" width="400" height="267" /></a><em><strong> </strong></em></p>
<p><em><strong>Tae-suk </strong></em>è un ragazzo senza casa che con un intelligente stratagemma individua appartamenti temporaneamente liberi e li abita, proprio come se fossero sua proprietà. Non sporca, non distrugge, non ruba; piuttosto talvolta aiuta, facendo il bucato, spolverando o lavando le finestre.</p>
<p>Unico ricordo delle notti in casa altrui: un autoscatto con i ritratti dei prorietari.<br />
<a href="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/03/tk-a-picture.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1845" src="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/03/tk-a-picture-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><br />
In uno dei suoi vagabondaggi incontra <em><strong>Sun-hwa</strong></em>, dolce e arrendevole casalinga maltrattata dal marito che senza esitazione lo segue per fuggire dall&#8217;incubo che sta vivendo.</p>
<p>Così, tra allenamenti di golf in città (di cui Tae-suk è appassionato) e lo zigzagare di casa in casa, i due ragazzi si innamorano.</p>
<p>Inutile dire che il marito di Sun-hwa non si arrende alla scomparsa della tenera mogliettina. Tramite la mafia riesce a rintracciarla e dare una lezione al vagabondo. Il legame tra i ragazzi però resta saldo e Tae-suk rimane sempre vicino a Sun-hwa, nascosto alle spalle del marito aguzzino.</p>
<p>Impressionante, nella visione di questo film, è quanto le immagini possano essere forti più dei dialoghi.</p>
<p>I ragazzi sono silenziosi, si capiscono perloppiù dagli intensi sguardi che, poco a poco, li avvicinano fino a renderli fmiliari l&#8217;uno all&#8217;altra. Tra loro esiste un&#8217;intesa che trascende la conoscenza abituale tra due persone. Si conoscono già da prima.</p>
<p>Sicuramente è già capitato a tutti noi di sentirsi vicini a qualcuno da subito. In questo film si PERCEPISCE questa vicinanza; ed è stupefacente.</p>
<p><a href="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/03/ferro3piedi.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1846" src="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/03/ferro3piedi-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Esiste anche molta comprensione dei bisogni altrui e una ricca dose di pietà in questo lungometraggio. Vi commuoverà la scena in cui i ragazzi trovano un cadavere in casa e provvedono alla giusta sepoltura, vi stupirà vederli pesare assieme 0 kg!</p>
<p>Ma certamente aspetterete il finale per assistestere ad una delle scene d&#8217;amore più sorprendenti degli ultimi cento anni.</p>
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		<title>Inseguimenti: L&#8217;assommoir di Emile Zola</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 23:17:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sofia</dc:creator>
				<category><![CDATA[-> Inseguimenti]]></category>
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		<category><![CDATA[Emile Zola]]></category>
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		<description><![CDATA[ La terra non la voleva ancora, pareva, e lei rimbecilliva, non le veniva in mente di buttarsi dal sesto piano sul lastrico del cortile, per finirla. La morte doveva prenderla a poco a poco, a pezzetti, trascinandola così fino alla fine di quella maledetta vita che s&#8217; era fatta. Non si seppe mai di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/03/degas-labsinthe-1876.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1832" src="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/03/degas-labsinthe-1876-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a> La terra non la voleva ancora, pareva, e lei rimbecilliva, non le veniva in mente di buttarsi dal sesto piano sul lastrico del cortile, per finirla. La morte doveva prenderla a poco a poco, a pezzetti, trascinandola così fino alla fine di quella maledetta vita che s&#8217; era fatta. Non si seppe mai di che male morisse: si parlò d&#8217; un&#8217; infreddatura; ma il vero era che lei moriva dalla miseria, dal sudiciume e dalle fatiche della sua vita rovinata.</p>
<p>(Dipinto di Edgar Degas, &#8220;<a href="http://www.musee-orsay.fr/it/collezioni/opere-commentate/pittura/commentaire_id/lassenzio-3691.html?tx_commentaire_pi1[pidLi]=509&amp;tx_commentaire_pi1[from]=841&amp;cHash=826f659d7d">L&#8217;assenzio</a>&#8220;, 1876, olio su tela)</p>
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		<title>&#8220;Casi Violenti&#8221; riproposto da BD Edizioni</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 15:51:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gambo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fumetto]]></category>
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		<description><![CDATA[BD edizioni propone il primo lavoro della vincente accoppiata Dave McKean (disegni) &#8211; Neil Gaiman (sceneggiatura).
Prima dei successi di Sandman e Coraline l&#8217;incontro dei due giovani artisti produsse &#8220;Casi Violenti&#8221;, opera frutto dell&#8217;enorme vena creativa dell&#8217;accoppiata, figlia dell&#8217;ambiente del fumetto underground inglese degli anni 80.
Un opera cruda e matura, primo tassello di una importante carriera.
Trovate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/03/casiviol_ico_12.png"><img class="alignleft size-full  wp-image-1837" title="casiviol_ico_12" src="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/03/casiviol_ico_12.png" alt="" width="164" height="161" /></a>BD edizioni propone il primo lavoro della vincente accoppiata <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Dave_McKean" target="_blank">Dave McKean</a> (disegni) &#8211; <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Neil_Gaiman" target="_blank">Neil Gaiman</a> (sceneggiatura).</p>
<p>Prima dei successi di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/The_Sandman_%28Vertigo%29" target="_blank">Sandman</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Coraline" target="_blank">Coraline</a> l&#8217;incontro dei due giovani artisti produsse &#8220;Casi Violenti&#8221;, opera frutto dell&#8217;enorme vena creativa dell&#8217;accoppiata, figlia dell&#8217;ambiente del fumetto underground inglese degli anni 80.</p>
<p>Un opera cruda e matura, primo tassello di una importante carriera.<br />
Trovate <a href="http://www.edizionibd.it/view.php?section=news&amp;id=112" target="_blank">QUI</a> scheda ufficiale del volume.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Inseguimenti: E. E. Cummings</title>
		<link>http://www.dmzine.it/2010/03/19/inseguimenti-e-e-cummings/</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 23:01:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sofia</dc:creator>
				<category><![CDATA[-> Inseguimenti]]></category>
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		<category><![CDATA[E.E.Cummings]]></category>
		<category><![CDATA[Marcin Stawiarz]]></category>
		<category><![CDATA[Mary de Rachewiltz]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[Here is the deepest secret nobody knows
(here is the root of the root and the bud of the bud
and the sky of the sky of a tree called life; which grows
higher than soul can hope or mind can hide)
and this is the wonder that&#8217;s keeping the stars apart
Qui sta il più grande segreto che nessuno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/03/MERCIN_STAWIARZ.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1802" src="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/03/MERCIN_STAWIARZ-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Here is the deepest secret nobody knows<br />
(here is the root of the root and the bud of the bud<br />
and the sky of the sky of a tree called life; which grows<br />
higher than soul can hope or mind can hide)<br />
and this is the wonder that&#8217;s keeping the stars apart</p>
<p>Qui sta il più grande segreto che nessuno sa<br />
(qui l&#8217;intima radice e bocciolo e cielo<br />
di un albero chiamato vita; che cresce<br />
più alto di quanto anima speri e mente<br />
celi) e questa meraviglia regge le stelle</p>
<p>Poesia di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Edward_Estlin_Cummings">E.E.Cummings</a><br />
Traduzione di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mary_de_Rachewiltz">Mary de Rachewiltz</a></p>
<p>(scatto di <a href="http://www.stawiarz.com/">Marcin Stawiarz</a>)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Inseguimenti: Demian di Hermann Hesse</title>
		<link>http://www.dmzine.it/2010/03/17/inseguimenti-demian-di-hermann-hesse/</link>
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		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 07:49:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sofia</dc:creator>
				<category><![CDATA[-> Inseguimenti]]></category>
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		<category><![CDATA[Tintoretto]]></category>

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		<description><![CDATA[
&#8220;L&#8217;elemento col quale la storia ebbe inizio era il marchio. C&#8217;era un uomo che aveva in faccia qualche cosa che agli altri incuteva paura. Essi non osavano toccarlo, e tanto lui quanto i suoi figli mettevano loro soggezione. [..] Egli recava un segno che si poteva spiegare a piacimento. Ora, si vuole sempre ciò che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/03/Tintoretto_Caino_Abele.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1636" src="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/03/Tintoretto_Caino_Abele-300x226.jpg" alt="" width="300" height="226" /></a></p>
<p>&#8220;L&#8217;elemento col quale la storia ebbe inizio era il marchio. C&#8217;era un uomo che aveva in faccia qualche cosa che agli altri incuteva paura. Essi non osavano toccarlo, e tanto lui quanto i suoi figli mettevano loro soggezione. [..] Egli recava un segno che si poteva spiegare a piacimento. Ora, si vuole sempre ciò che è comodo e ti dà ragione. Si provava paura dei figli di Caino che avevano il segno. Così non si interpretava il segno per quello che era, per una distinzione, ma per il contrario. Si diceva che gli individui forniti di quel segno dovevano essere sospetti, e lo erano davvero. Le persone coraggiose e di carattere riescono sempre sospette agli altri. Non era comodo che esistesse una schiatta di gente impavida e inquietante, e così si appiccicò a quella schiatta un soprannome e una favola per farne vendetta e trovare qualche compenso alla paura avuta. &#8220; </p>
<p>(<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tintoretto">Tintoretto</a>: Caino e Abele, 1550-1553, olio su tela)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ascolti: Antidotes dei Foals</title>
		<link>http://www.dmzine.it/2010/03/16/ascolti-antidotes-dei-foals-2/</link>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 23:26:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[-> Ascolti]]></category>
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		<description><![CDATA[
I Foals sono considerati banalmente uno dei soliti gruppettini che sono stati fagocitati ultimamente da NME e si sono  trovati sotto i riflettori un po&#8217; per caso e un po&#8217; per tendenza. Ma in realtà possiedono qualcosa che li distingue dalla massa informe di band che da intasano le nostre orecchie con i soliti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/03/foals.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1740" src="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/03/foals-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p>I Foals sono considerati banalmente uno dei soliti gruppettini che sono stati fagocitati ultimamente da NME e si sono  trovati sotto i riflettori un po&#8217; per caso e un po&#8217; per tendenza. Ma in realtà possiedono qualcosa che li distingue dalla massa informe di band che da intasano le nostre orecchie con i soliti accordini british.</p>
<p>Ho  acquistato Antidotes con i saldi di fine estate di HMV a Londra, era un Cd buttato come tanti altri sugli scaffali tra una marmaglia di  band che indie tanto di tendenza. </p>
<p>Dopo averli ascoltati posso assicurare che i  Foals sicuramente non rivoluzionano lo scenario musicale, ma mi pare si differenzino evidentemente dal panorama circostante: riescono a destreggiarsi suonando strumenti di ogni natura e sorta, producendo  tonalità diverse ad ogni brano. </p>
<p>I pezzi prendono corpo gradualmente: da una quiete e una monotonia iniziale si arriva, attraverso  un climax ascendente,  a un miscuglio di suoni e di voci sempre più ritmato e accelerato.</p>
<p>Il risultato finale è la genesi di un sound elementare, ma ricco di  polifonie. I foals riescono così  a giocare bene le loro carte, non discostandosi troppo dalla imprinting  &#8221; indie figo &#8221; che  gli permetterà di pagarsi le bollette, ma riuscendo al contempo  ad aggiungere qualcosa di sostanzialmente nuovo al gendere. </p>
<p>E&#8217; un disco orecchiabile, anche se  un po&#8217; ripetitivo, ma diverte e coinvolge in turbinio di suoni e colori diversi. </p>
<p>Antidotes si trasforma in una danza, è  movimento continuo, un passo variato dove nessun suono prevale su un altro, un equilibrio caotico che ci avvolge completamente.</p>
<p>Con questo primo album i  Foals sperimentano, e  per essere solo all&#8217;inizio della loro carriera, sono già a un buon punto.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>A Colpo d&#8217;Occhio: Contemporary RPG art</title>
		<link>http://www.dmzine.it/2010/03/15/a-colpo-docchio-contemporary-rpg-art/</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 23:31:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[-> In(s)contri]]></category>
		<category><![CDATA[Headline]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[com'è]]></category>
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		<description><![CDATA[
In un momento di follia improvvisa, qualche anno addietro, acconsentii a partecipare ad un gioco di ruolo dal vivo, più per amicizia con alcuni partecipanti,  che per affinità con il mondo del role playing ( ho sempre trovato gli elfi assai noiosi dopo i 15 anni). Di quell&#8217; esperienza traumatica mi ricordo persone che parlavano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/03/IbridoPACMilano.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1788" title="IbridoPACMilano" src="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/03/IbridoPACMilano-220x300.jpg" alt="" width="220" height="300" /></a></p>
<p>In un momento di follia improvvisa, qualche anno addietro, acconsentii a partecipare ad un gioco di ruolo dal vivo, più per amicizia con alcuni partecipanti,  che per affinità con il mondo del role playing ( ho sempre trovato gli elfi assai noiosi dopo i 15 anni). Di quell&#8217; esperienza traumatica mi ricordo persone che parlavano per ore di cose senza senso: &#8221; sai ho visto un drago? &#8221; &#8221; Ah sì? interessante, e di che tipo era?&#8221; &#8221; Un drago malvagio delle terre del nord&#8221;..e così via per minuti e minuti, vedevo dipanarsi  conversazioni prive di senso.</p>
<p>Le persone in quel mondo fantastico erano del tutto isolate dall&#8217;esterno, si parlavano con un loro codice prestabilito, e un qualsiasi individuo umano, proveniente da un normale background culturale, non era in grado di comprenderle. Fino a poco fa credevo che un tale stato di alienazione dalla realtà fosse relegato a tali fenomeni ( borderline) di socializzazione.</p>
<p>Mi sbagliavo.</p>
<p>Venerdì sera mi sono diretto al Pac di Milano per l&#8217;innaugurazione di una mostra intitolata &#8221; Ibrido&#8221;, momento di convergenza espositivo delle più disparate arti figurative.  Sorvolo  volutamente sull&#8217;allestimento della mostra e sulle opere in mostra per giungere a raccontare uno dei momenti più inquietanti che abbia mai visssuto:</p>
<p>In cima alle scale del soppalco del Pac un uomo suonava, in maniera disturbante, un violino, con la testa infilata in una scatola di metallo ( gialla);  davanti a lui una coppia discorreva amabilmente. Un po&#8217; sorpreso mi avvicino ai due che incredibilmente stanno commentando ( come fossero in una galleria di quadri) l&#8217;opera d&#8217;arte.</p>
<p>&#8221; E&#8217; palese la critica formale ad una società alienata, incapace di comunicare&#8221;</p>
<p>&#8221; Già la crisi delle ideologie, del linguaggio, dell&#8217;ermeneutica&#8221;</p>
<p>&#8221; Sì ha proprio un respiro universale&#8221;</p>
<p>Un mio carissimo amico romano avrebbe detto : &#8220;universale de che?&#8221; Perdonatemi, quì su dmzine pubblichiamo spesso notizie su illustratori e artisti in genere, ma supporre un&#8217;universalità totale mi sembra stupido; altrettanto stupido che commentare come opera statica, un essere umano che ci sta di fronte.  Siamo in primo luogo persone, oggettivizzarci ( anche se per provocazione)  è agghiacciante.</p>
<p>Questo evento mi fa  riflettere su come, noi lettori , che ci sentiamo intelligenti ( perchè è di moda?) forse non siamo altro che un nuovo tipo di alienati, culturalmente e socialmente più accettabili degli elfi dei giochi di ruolo, ma sullo stesso piano linguistico. Inventiamo anche noi linguaggi e codici che ci richiamano un significato del tutto particolare e mai universale.</p>
<p>Mi viene da domandarmi se l&#8217;arte contemporanea racconti ancora qualcosa, se può parlare a tutti gli strati della nostra società; o se è solo un gioco di ruolo per bambini colti e ( forse?) intelligenti.</p>
<p>N.b.</p>
<p>Sono cosciente di cosa sia una performance, mi chiedo solo quanta carica provocativa possa avere se al posto di ammutolire la si commenta come davanti ad una partita di calcio&#8230;..</p>
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		<title>Inseguimenti: Festa mobile di Ernest Hemingway</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 00:03:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sofia</dc:creator>
				<category><![CDATA[-> Inseguimenti]]></category>
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		<category><![CDATA[Ernest Hemingway]]></category>
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		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
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		<category><![CDATA[Parigi]]></category>
		<category><![CDATA[Robert Doisneau]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Ci andremo insieme. E poi faremo una passeggiata lungo il fiume e per i quais&#8221;
&#8220;Facciamo quattro passi per rue de Seine e guardiamo tutte le gallerie e le vetrine dei negozi&#8221;
&#8220;Certo. Possiamo andare in qualsiasi posto e fermarci a bere un goccio in un caffè nuovo dove non conosciamo nessuno e nessuno ci conosce.&#8221;
&#8220;Possiamo berne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/03/Doinsneau_01.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1630" src="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/03/Doinsneau_01-300x234.jpg" alt="" width="300" height="234" /></a>&#8220;Ci andremo insieme. E poi faremo una passeggiata lungo il fiume e per i quais&#8221;<br />
&#8220;Facciamo quattro passi per rue de Seine e guardiamo tutte le gallerie e le vetrine dei negozi&#8221;<br />
&#8220;Certo. Possiamo andare in qualsiasi posto e fermarci a bere un goccio in un caffè nuovo dove non conosciamo nessuno e nessuno ci conosce.&#8221;<br />
&#8220;Possiamo berne due.&#8221;<br />
&#8220;Poi possiamo mangiare qualcosa,&#8221;<br />
&#8220;No. Non dimenticare che dobbiamo pagare la biblioteca.&#8221;<br />
&#8220;Torneremo a casa e mengeremo qui e faremo un pasto delizioso e berremo il Beaune della cooperativa che si vede dalla finestra, là, col prezzo del Baune sulla vetrina. E dopo leggeremo e poi andremo a letto a fare l&#8217;amore.&#8221;<br />
&#8220;E non ameremo mai nessuno all&#8217;infuori di noi stessi.&#8221;<br />
&#8220;No. Mai.&#8221;</div>
<div><strong>FESTA MOBILE</strong>, di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ernest_Hemingway">Ernest Hemingway</a></div>
<div>(scatto di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Robert_Doisneau">Robert Doisneau</a>)</div>
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		<title>Radio: Dmz #20 Tanatoparty</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 12:13:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[-> Radio]]></category>
		<category><![CDATA[dmz]]></category>
		<category><![CDATA[dmzine]]></category>
		<category><![CDATA[Ingmar Bergman]]></category>
		<category><![CDATA[Laura Liberale]]></category>
		<category><![CDATA[NIN]]></category>
		<category><![CDATA[Settimo Sigillo]]></category>
		<category><![CDATA[tanatoparty]]></category>
		<category><![CDATA[The Swans]]></category>

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		<description><![CDATA[
Dmz è un viaggio percettivo nel fumetto, nella letteratura e nel cinema, è un percorso senza spiegazione, un sentiero scosceso che porta all&#8217; incontro di persone differenti , autori appartenenti a culture e tempi distanti, creatori di opere tra loro opposte e complementari,  senza didascalie o commenti.
Prima del viaggio in maniera augurale, interrogheremo le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/02/Tanatoparty.jpg"><img src="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/02/Tanatoparty-195x300.jpg" alt="" title="Tanatoparty" width="195" height="300" class="aligncenter size-medium wp-image-1028" /></a><br />
Dmz è un viaggio percettivo nel fumetto, nella letteratura e nel cinema, è un percorso senza spiegazione, un sentiero scosceso che porta all&#8217; incontro di persone differenti , autori appartenenti a culture e tempi distanti, creatori di opere tra loro opposte e complementari,  senza didascalie o commenti.</p>
<p>Prima del viaggio in maniera augurale, interrogheremo le carte su quale sarà il nostro destino. Mescoleremo, con la mano sinistra, il nostro mazzo degli arcani maggiori e incontreremo, tremando, la tredicesima carta: La Morte.</p>
<p>Giocheremo con lei  una partita a scacchi, la vinceremo per amore di una fanciulla caduta, la vedremo esposta in una mostra d&#8217;arte, la rincorreremo per i vicoli tortuosi dell&#8217;italia meridionale, la vedremo farci a pezzi in una canzone dei Joy Division, e ci lasceremo avvincere nel suo abbraccio.</p>
<p>Ci accorgeremo di averla sempre vista in un vecchio poema di Rimbaud, e come Ziggy Sturdust in una cupa versione dei Bauhaus, riprenderemo il nostro viaggio verso un&#8217;altra meta.</p>
<p>Gli incontri di Dmz questa settimana saranno  : Ingmar Bergman, Laura Liberale, James O&#8217;Barr, Damien Hirst, gli Swans, i Cure, i Bauhaus, Siouxie and The Banshees&#8230;.e molto altro</p>
<p>Solo il giovedì alle 24:00, il venerdì alle 22:00 e la domenica alle 20:00</p>
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		<title>Re-visioni: Luci della ribalta di Charlie Chaplin</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 23:52:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessia</dc:creator>
				<category><![CDATA[-> Re-visioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Headline]]></category>
		<category><![CDATA[Chaplin]]></category>
		<category><![CDATA[dmz]]></category>
		<category><![CDATA[dmzine]]></category>
		<category><![CDATA[Luci della ribalta]]></category>

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		<description><![CDATA[
Ci sono migliaia di persone che sono terrorizzate dai clown. E tutto questo per colpa di Stephen King&#8230; o dei Medrano.
Per questo, se anche voi fate parte di questa folta schiera, vi consiglio come cura psicologica &#8220;Luci della ribalta&#8221; di Charles &#8211; Charlie Chaplin.
Passerete dall&#8217;avere terrore dei pagliacci ad affezzionarvi alla figura del clown Calvero, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left"><a href="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/03/poster1.jpg"></a><a href="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/03/poster1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1688" src="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/03/poster1.jpg" alt="" width="420" height="582" /></a></p>
<p>Ci sono migliaia di persone che sono terrorizzate dai clown. E tutto questo per colpa di Stephen King&#8230; o dei Medrano.</p>
<p style="text-align: left">Per questo, se anche voi fate parte di questa folta schiera, vi consiglio come cura psicologica &#8220;<strong>Luci della ribalta</strong>&#8221; di Charles &#8211; <strong>Charlie</strong> <strong>Chaplin</strong>.</p>
<p>Passerete dall&#8217;avere terrore dei pagliacci ad affezzionarvi alla figura del clown Calvero, così solitario e sognatore, così altruista e compresivo. Spiantato, sì, ma divertente e complice, salvatore di giovani ballerine disperate.</p>
<p><a href="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/03/limelight13.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1674" src="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/03/limelight13-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Le inquadrature sono piene, chiare e definite, la fotografia sapiente e si nota la forte influenza del cinema muto, ben conosciuto dal regista.</p>
<p>Questo é un film di immagini e sensazioni che coinvolgono pienamente lo spettatore. Prima con Calvero soffriamo di solitudine e sconforto, poi il salvataggio della ballerina ci dona una ventata di autostima.</p>
<p>Seguendo l&#8217;impegno a prendersi cura della ragazza, viviamo il senso di accoglienza, poi di appartenenza. Infine una veloce serie di emozioni concatenate: voglia di rivalsa, successo, amore e soddisfazione.</p>
<p>Solo nella conclusione è presente il climax dell&#8217;intensità emozionale, dove le risate lasciano spazio all&#8217;addio silenzioso di Calvero alla ballerina, proprio nel momento in cui si sarebbe potuto festeggiare.</p>
<p>Intenso. Umano. Lirico.</p>
<p><a href="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/03/lucidellaribalta3.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1677" src="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/03/lucidellaribalta3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Per tutto ciò amo questa pellicola, dove ho trovato anche uno degli schetch più divertenti mai visti prima; ho riso come una bambina, senza freni né inibizioni. In una parola: mi sono scompisciata.</p>
<p>Chaplin e Keaton sullo stesso palco hanno creato il mix perfetto tra comicità e talento musicale.</p>
<p>Difficilmente riesce di divertirmi così ad uno spettacolo (teatrale o cinematografico che sia) ed è sorprendente quanto artisti così lontani da noi per mentalità ed epoca possano suscitare emozioni tanto forti.</p>
<p>Charlie Chaplin è la miglior medicina contro la noia: assumere ogni otto ore.</p>
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