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	<title>DMZ-ine &#187; Musica</title>
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		<title>Ascolti: Ancora&#8230;Congratulazioni!</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 23:25:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yuri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Passati più di due anni dall&#8217;ultimo album, e trascorso un periodo fitto di collaborazioni, riconoscimenti e amorevoli pacche sulle spalle, i MGMT, avendo più e più volte invitato la folla di adulatori e invasati a lasciare la sala per poter così continuare in synthetica pace a registrare, pubblicheranno il loro nuovo lavoro il 13 aprile. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/03/MGMT-Congratulations.jpg"><img src="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/03/MGMT-Congratulations-300x300.jpg" alt="" title="MGMT Congratulations" width="300" height="300" class="aligncenter size-medium wp-image-1888" /></a><br />
Passati più di due anni dall&#8217;ultimo album, e trascorso un periodo fitto di collaborazioni, riconoscimenti e amorevoli pacche sulle spalle, i <a href="http://www.lastfm.it/music/MGMT">MGMT</a>, avendo più e più volte invitato la folla di adulatori e invasati a lasciare la sala per poter così continuare in synthetica pace a registrare, pubblicheranno il loro nuovo lavoro il 13 aprile. &#8220;Congratulations&#8221;: non c&#8217;è di che.</p>
<p>Andrew e Ben non si sono lasciati influenzare dal successo, dal bisogno di ricercare un sound più commerciale che riuscisse a richiamare ancor più seguaci, ma continuano con queste nuove tracce a creare testi, armonie e beat particolari, unici e incredibilmente affascinanti, in linea al loro stile, ormai confermato, e che sta forse fondando un genere che solo a loro appartiene.</p>
<p>Una decina di canzoni, una combinazione di sogni e fraintendimenti cerebrali, studi di psichedelica applicata, di innovazioni che sembran trascendere da un passato che sembra non essere mai esistito. Cori estemporanei con timbri anni settanta, riafforamenti new-age, sovrapposizioni strumentali quasi selvatiche che non generano flussi confusi ma correnti complesse.</p>
<p>&#8220;It&#8217;s Working&#8221; sottolinea il gap quasi inesistente nei confronti di tutta la discografia precedente; &#8220;Flash Delirium&#8221; che ha preceduto tutto l&#8217;album è un assaggio, un sunto scelto e rappresentativo; &#8220;Siberian Breaks&#8221; un viaggio sonico lungo in durata e riflessi; &#8220;Brian Eno&#8221; è una dedica a uno dei geni dell&#8217;elettronica, risente di influssi indie-rock, british; &#8220;Congratulations&#8221; chiude l&#8217;omonimo disco con un sentore malinconico, ma anche di squisite sottigliezze vocali.</p>
<p>Da citare i contributi vocali della tuttofare Jennifer Herrema, ex-Royal Trux, e il fatto che i MGMT rappresentano forse l&#8217;ultimo baluardo di un modo sano e altamente personale di far musica sotto il controllo di una major; questo un fattore che valorizza e dovrebbe far ben pensare sui risultati di questo eccentrico duo newyorkese.</p>
<p><a href="http://www.myspace.com/mgmt">http://www.myspace.com/mgmt</a></p>
<p><a href="http://www.whoismgmt.com/">http://www.whoismgmt.com/</a></p>
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		<title>Ascolti: Antidotes dei Foals</title>
		<link>http://www.dmzine.it/2010/03/16/ascolti-antidotes-dei-foals-2/</link>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 23:26:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
				<category><![CDATA[-> Ascolti]]></category>
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		<description><![CDATA[
I Foals sono considerati banalmente uno dei soliti gruppettini che sono stati fagocitati ultimamente da NME e si sono  trovati sotto i riflettori un po&#8217; per caso e un po&#8217; per tendenza. Ma in realtà possiedono qualcosa che li distingue dalla massa informe di band che da intasano le nostre orecchie con i soliti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/03/foals.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1740" src="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/03/foals-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p>I Foals sono considerati banalmente uno dei soliti gruppettini che sono stati fagocitati ultimamente da NME e si sono  trovati sotto i riflettori un po&#8217; per caso e un po&#8217; per tendenza. Ma in realtà possiedono qualcosa che li distingue dalla massa informe di band che da intasano le nostre orecchie con i soliti accordini british.</p>
<p>Ho  acquistato Antidotes con i saldi di fine estate di HMV a Londra, era un Cd buttato come tanti altri sugli scaffali tra una marmaglia di  band che indie tanto di tendenza. </p>
<p>Dopo averli ascoltati posso assicurare che i  Foals sicuramente non rivoluzionano lo scenario musicale, ma mi pare si differenzino evidentemente dal panorama circostante: riescono a destreggiarsi suonando strumenti di ogni natura e sorta, producendo  tonalità diverse ad ogni brano. </p>
<p>I pezzi prendono corpo gradualmente: da una quiete e una monotonia iniziale si arriva, attraverso  un climax ascendente,  a un miscuglio di suoni e di voci sempre più ritmato e accelerato.</p>
<p>Il risultato finale è la genesi di un sound elementare, ma ricco di  polifonie. I foals riescono così  a giocare bene le loro carte, non discostandosi troppo dalla imprinting  &#8221; indie figo &#8221; che  gli permetterà di pagarsi le bollette, ma riuscendo al contempo  ad aggiungere qualcosa di sostanzialmente nuovo al gendere. </p>
<p>E&#8217; un disco orecchiabile, anche se  un po&#8217; ripetitivo, ma diverte e coinvolge in turbinio di suoni e colori diversi. </p>
<p>Antidotes si trasforma in una danza, è  movimento continuo, un passo variato dove nessun suono prevale su un altro, un equilibrio caotico che ci avvolge completamente.</p>
<p>Con questo primo album i  Foals sperimentano, e  per essere solo all&#8217;inizio della loro carriera, sono già a un buon punto.</p>
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		<title>Ascolti: Veil of ignorance di Raised Fist</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 07:29:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sofia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Dopo tre anni di silenzio ecco che i Raised Fist fanno il loro ritorno con un nuovo album, “Veil of ignorance”.
Abbandonando un po’, a mio parere, le influenze metal che hanno segnato “Sound of the Republic” il nuovo album del gruppo svedese inizia con una traccia che lascia quasi senza fiato “Friends and traitors” [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/02/Raised+Fist01.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1136" src="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/02/Raised+Fist01-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a> Dopo tre anni di silenzio ecco che i <a href="http://www.myspace.com/raisedfist">Raised Fist</a> fanno il loro ritorno con un nuovo album, “Veil of ignorance”.</p>
<p>Abbandonando un po’, a mio parere, le influenze metal che hanno segnato “Sound of the Republic” il nuovo album del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Raised_Fist">gruppo svedese</a> inizia con una traccia che lascia quasi senza fiato “Friends and traitors” (di cui tra l’altro è stato pure girato un <a href="http://www.youtube.com/watch?v=hez7bGbutBs">video</a>): ritmo e cattiveria per dire (o meglio, gridare) quello che ognuno di noi ripete semprea se stesso, &#8220;occhio allo stronzo di turno&#8221;..</p>
<p>Le tracce successive non sono di certo da meno: un alternarsi di ritmi veloci e, per la prima vera volta, pezzi melodici di estrema bellezza che però non addolciscono il dente avvelenato del cantante Alexander Hagman, come ad esempio (se non è la mia preferita, poco le manca!) “Words and phrases” o “Wounds”. Definita da molti come un pezzo melodico, “Slipping into coma” prende avvio su un giro di basso quasi ipnotico e procede snoccilando parole modulate da una batteria sincopata, fino all’esplosione della chitarra. Qualcosa di assurdo ed indefinibile che però pompa al massimo l’adrenalina nelle vene lasciando una voglia immensa di gettarsi nella mischia.</p>
<p>La prima volta che ho ascoltato i Rased Fist ero piccola, pischella (come direbbe Giulio) e li ho trovati un po’difficili da digerire, mancano infatti quei ritornelli che, volente o nolente, non puoi proprio toglierti dalla testa e credo che questo sia il loro bello, ciò che li contraddistingue dalla musica comune: nulla di particolarmente studiato a tavolino ma, per dirla con le loro parole, “music comes from the heart, lyrics from my head to my hand, and i&#8217;m left handed”.</p>
<p>Rabbia vera, rabbia sciolta in acido e versata nelle orecchie di chi ascolta..dire quello che si vuole con la spregiudicatezza di chi sa di avere dalla propria la sincerità. Verità disarmanti gridate con tutto il fiato che si ha in corpo.</p>
<p>Per la seconda volta dall’uscita del nuovo album i Rased Fist torneranno in Italia. Dopo la data sold out dello scorso ottobre al Bloom di Mezzago (ed io c’ero grazie a <a href="http://www2.troublezine.it/reports/12342/24102009-raised-fist-deez-nuts-endwell-bloom-mezzago-mb">troublezine</a>!Voi, se invece non ci siete stati, potrete averne un assaggio <a href="http://www.moshcam.com/raised-fist/metro-theatre-656.aspx#/1-you-ignore-them-all">qui</a>..) daranno un nuovo concerto a Roma al <a href="http://www.blackoutrockclub.com/">Blackout</a> il 24 aprile e Milano al Tunnel il 25 aprile. Non mancate!</p>
<p><a href="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/02/veil-of-ignorance.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1141" src="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/02/veil-of-ignorance-296x300.jpg" alt="" width="296" height="300" /></a></p>
<p>&#8220;Veil of ignorance&#8221; è prodotto e distributio dalla <a href="http://www.burningheart.com/">Burning heart records</a>.</p>
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		<title>Radio: Alioscia dei Casinò Royale ospite di DMZ</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 23:10:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Non privi di un certo orgoglio,  siamo estremamente lieti di poter annunciare un nuovo ciclo di puntate di DMZ in compagnia di Alioscia, cantante e anima creativa dei Casinò Royale.
Alioscia si è resto disponibile per ben due chiaccherate radiofoniche in cui, tra un brano musicale e una citazione cinematografica, ripercorreremo il suo cammino artistico dalle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/02/Alioscia_dmz_radio_casinò_royale.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1171" title="Alioscia_dmz_radio_casinò_royale" src="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/02/Alioscia_dmz_radio_casinò_royale-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Non privi di un certo orgoglio,  siamo estremamente lieti di poter annunciare un nuovo ciclo di puntate di DMZ in compagnia di <strong>Alioscia</strong>, cantante e anima creativa dei <strong>Casinò Royale.</strong></p>
<p>Alioscia si è resto disponibile per ben due chiaccherate radiofoniche in cui, tra un brano musicale e una citazione cinematografica, ripercorreremo il suo cammino artistico dalle prime radici musicali fino agli ultimi album.</p>
<p>Verrà proposto ai nostri ascoltatori un viaggio piacevole, tra leggerezza e approfondimento, tra assonanze sonore e domande pungenti, un viaggio in puro stile <strong>dmzetiano</strong>&#8230;</p>
<p>Non possiamo che invitarvi ad ascoltarci e concludere ringraziando Alioscia per la sua simpatia e disponibilità!</p>
<p>Le puntate andranno in onda:</p>
<p>Lunedì alle 19:00</p>
<p>Giovedì alle 22:00</p>
<p>Venerdì alle 12:00</p>
<p>Domenica alle 15:00</p>
<p>su mwradio.it<a href="http://www.mwradio.it/sito/"></p>
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		<title>Navigazioni: Yamon Yamon</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 23:47:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Stanchi del solito indie, privo di intuizioni e scialbo? Volete dedicarvi a una musica algida, con echi di Sigur Ròs e riferimenti progressive, senza sciropparvi il solito repertorio di chitarrini ronzanti.
Siete a caccia di un album che vi possa offrire una piacevole colonna sonora, senza incidere eccessivamente nella vostra giornata e senza disturbare le vostre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/02/YamonYamon.jpg"><img src="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/02/YamonYamon-300x300.jpg" alt="" title="YamonYamon" width="300" height="300" class="aligncenter size-medium wp-image-1107" /></a><br />
Stanchi del solito indie, privo di intuizioni e scialbo? Volete dedicarvi a una musica algida, con echi di Sigur Ròs e riferimenti progressive, senza sciropparvi il solito repertorio di chitarrini ronzanti.</p>
<p>Siete a caccia di un album che vi possa offrire una piacevole colonna sonora, senza incidere eccessivamente nella vostra giornata e senza disturbare le vostre attività.</p>
<p>Bene la risposta sono gli Yamon Yamon, tra il sound di Chicago e la Svezia, tra neve e riff pop, per di più il loro ultimo album ve lo mettono a vostra disposizione <a href="http://yamonyamon.bandcamp.com/album/this-wilderlessness">proprio qui</a>.</p>
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		<title>Ascolti : Dainamaita dei Casinò Royale</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 14:17:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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Ho molti pregiudizi, alcuni nuovi, altri di vecchia data; mi sforzo talvolta di superarli, giusto per dare un buon tributo alla mia autocoscienza, il più delle volte me li dimentico grazie ad un suggerimento o ad una proposta.
Jungle Jubilee è stata una delle cassette che ho consumato in adolescenza, per me i Casinò Royale erano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/01/Dainamaita-casinò-royale.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-552" title="Dainamaita-casinò-royale" src="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/01/Dainamaita-casinò-royale.jpg" alt="" width="240" height="240" /></a></p>
<p>Ho molti pregiudizi, alcuni nuovi, altri di vecchia data; mi sforzo talvolta di superarli, giusto per dare un buon tributo alla mia autocoscienza, il più delle volte me li dimentico grazie ad un suggerimento o ad una proposta.</p>
<p><strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jungle_Jubilee">Jungle Jubilee</a></strong> è stata una delle cassette che ho consumato in adolescenza, per me i <strong><a href="http://www.casinoroyale.it/">Casinò Royale</a></strong> erano quell&#8217;album, lo sono ancora, ogni volta che devo cucinare e devo scegliere una musica &#8221; da cucina&#8221;  che mi faccia mettere la maggiorana nel momento giusto o mi possa permettere di non sbagliare il vino con cui stufare la carne di vitello ( e questo per me è più di un complimento) .</p>
<p>Eppure a ventiquattro anni mi rendo conto che i Casinò Royale non sono quel periodo, non sono lo ska-rocksteady dei primi album, o meglio la loro carica creativa più forte non viene da quei primi album. E Dainamaita, un po&#8217; esplosivamente mi ha permesso di capirlo.</p>
<p>Dainamaita è una giungla di suoni, in cui ci si destreggia a fatica, il più delle volte ne si rimane sopraffatti, si agita la testa si  ci muove, in altri momenti si ci ferma un secondo, il tempo buono per permettere ad un pensiero tagliente di raggiungerci direttamente nel nostro inconscio.</p>
<p>Sì perchè Dainamaita è suono e composizione testuale al contempo, non è canzone cantautoriale perchè nè la voce di Alioscia nè quella di Giuliano Palma prendono il sopravvento rispetto alla musica, il testo non è su un piano privilegiato, nonostante nelle parole  di questo album sia raccolta una forza compositiva inusuale  per la musica che comunemente non si definisce <em>testuale o autoriale</em> .</p>
<p>Dainamaita è forse questo: essere fuori da un&#8217;etichetta di genere, distanziarsi da una composizione sistematica e sistemica, è proporre un suono o una parola senza avere uno schema di intenti, senza essere pre-costituiti.</p>
<p>E quindi questo album , per sfruttare una metafora spesso usata dal gruppo, è un viaggio, apre all&#8217;ascoltatore la possibilità di scegliere una strada o un&#8217;altra, lasciando ad ogni ascolto un senso e un sapore diverso&#8230;&#8230;magari lo metterò sul lettore la prossima volta che dovrò cucinare.</p>
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