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	<title>DMZ-ine &#187; Letteratura</title>
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		<title>In(s)contri: Andrea Inglese all&#8217;Accademia di Brera</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Mar 2010 11:42:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Arianna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 31 marzo 2010 alle 14.30 si terrà presso il Cortile della Magnolia
dell&#8217;Accademia di Brera  un  reading del  poeta Andrea Inglese.
Nato a Torino nel 1967, Andrea Inglese vive a Milano. Poeta, romanziere e saggista, ha pubblicato le raccolte Prove d&#8217;inconsistenza (IV quaderno italiano, Marcos y Marcos, 1998), Inventari (Zona, 2001), Bilico (d&#8217;if, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 31 marzo 2010 alle 14.30 si terrà presso il Cortile della Magnolia<br />
dell&#8217;Accademia di Brera  un  reading del  poeta Andrea Inglese.</p>
<p>Nato a Torino nel 1967, Andrea Inglese vive a Milano. Poeta, romanziere e saggista, ha pubblicato le raccolte Prove d&#8217;inconsistenza (IV quaderno italiano, Marcos y Marcos, 1998), Inventari (Zona, 2001), Bilico (d&#8217;if, 2004), l&#8217;e-book L&#8217;indomestico (Biagio Cepollaro e- dizioni, 2005) e La distrazione( Sossella, 2008), che ha vinto il premio per la poesia edita<br />
Lorenzo Montano nel 2009.     Suoi interventi saggistici sono apparsi in  riviste e testi di  critica letteraria, fra cui Ritmologia. Il ritmo del linguaggio. Poesia e traduzione, a cura di Franco Buffoni (Marcos y Marcos, 2002).    Sue poesie sono presenti in numerose antologie,come Poesie dell&#8217;inizio del mondo (Sossella, 2003) e Parola Plurale (Sossella, 2005).</p>
<p><a href="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/03/Immagine-22.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-1882" title="Immagine 2" src="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/03/Immagine-22-278x300.png" alt="" width="250" height="270" /></a> <a href="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/03/Immagine-12.png"><img class="alignnone size-full wp-image-1883" title="Immagine 1" src="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/03/Immagine-12.png" alt="" width="247" height="266" /></a></p>
<p>Ha partecipato a diverse manifestazioni di poesia in Italia e all&#8217;estero, fra cui  Ars amandi, Festival internazionale del mondo latino, tenutosi in Romania nel 2005, 34ème Rencontre<br />
quèbècoise internationale des éscrivans a Montreal (2006) e Milano Festival Internazionale di Poesia (2006).  Ha curato con lo scrittore Giorgio Mascitelli Akusma: forme della scrittura contemporanea, rassegna letteraria per il Fastweb Foyer del Teatro Franco Parenti di<br />
Milano (2002-2003).   Suoi racconti sono apparsi su riviste e antologie, ultimo Prati, in Prosa in Prosa (Le lettere, Firenze, 2009).</p>
<p>Suoi testi sono stati utilizzati dal compositore di musica elettronica Giovanni Cospito.  E&#8217; autore , con l&#8217;artista Rosanna Guida, del video La buiosa (1997), Prix de la Crèation Vidèo 1998 al Festival Art contemporain di Clermont-Ferrand (1998).   Con il gruppo Sincretica ha presentato due spettacoli multimediali: Memorie dell&#8217;immediato (1996, Milano e Venezia) e Spot-city: esercizi di persuasione urbana (1998,<br />
Genova e Milano). E&#8217; tra i fondatori del blog letterario Nazione indiana</p>
<p>Dalla poesia di Andrea Inglese emerge l&#8217;istanza di “un&#8217;ecologia della parola poetica sempre di là da venire, la sempre ricercata e provvisoria interazione tra oggettività e senso della propria esistenza riversata, filtrata, cauterizzata dai versi” (Stelvio Di Spigno). Attraverso l&#8217;indagine<br />
in un campo percettivo ipertrofico, La distrazione imbastisce “multiformi ipotesi sul reale”, quella “entità ambientale” da cui siamo perennemente esiliati.</p>
<p>In caso di pioggia il reading si terrà nell&#8217;aula 25 dell&#8217;Accademia di Brera.<br />
Tutti gli appuntamenti sono accessibili anche ad un pubblico esterno. Ingresso libero.</p>
<p>Il laboratorio    da verso  , iniziativa della Scuola di Grafica<br />
d&#8217;Arte dell&#8217;Accademia di Brera, coordinato dalle docenti Margherita Labbe e Anna Mariani,  intende offrire a professori  e studenti  di  Brera   materia   prima per nuove contaminazioni  sospese fra parola, immagine e scrittura, oltre che promuovere la conoscenza e la frequentazione della poesia contemporanea presso le giovani generazioni.  Avviato in gennaio 2010 contempla sette reading di poeti contemporanei, invitati e presentati da Italo Testa:  Stefano Raimondi, Mario Benedetti, Mary Barbara Tolusso, Francesca Genti, Andrea Inglese e Luigi Ballerini.  Ospiti del laboratorio saranno anche gli artisti Tomaso Binga, Meri Gorni, Arrigo Lora Totino e William Xerra.  Tutti gli incontri sono ripresi e documentati dal video-maker Roberto Dassoni.   A richiesta sono<br />
disponibili  per visione e consultazione alcuni  dei  testi  interessati  dalle letture e le registrazioni video degli incontri (margheritalabbe@ababrera.it).</p>
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		<title>Assaggi: Festa Mobile di Ernest Hemingway</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 23:59:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi sono concesso il lusso di leggere &#8220;Festa mobile&#8221; direttamente nel ventre di Parigi. Non ho percorso  le sue strade sulle orme di Hemingway, al contrario, mi sono fatto accompagnare per mano. Con lui l&#8217;ho respirata, assaporata nei piatti dei bistrò, ne ho sentito i profumi invitanti ad ogni angolo della strada; l&#8217;ho gustata nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/03/5569_106837204625_35134094625_1999756_4972277_n1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1721" src="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/03/5569_106837204625_35134094625_1999756_4972277_n1.jpg" alt="" width="175" height="299" /></a>Mi sono concesso il lusso di leggere &#8220;Festa mobile&#8221; direttamente nel ventre di Parigi. Non ho percorso  le sue strade sulle orme di Hemingway, al contrario, mi sono fatto accompagnare per mano. Con lui l&#8217;ho respirata, assaporata nei piatti dei bistrò, ne ho sentito i profumi invitanti ad ogni angolo della strada; l&#8217;ho gustata nel vino e nei caffé cremé.</p>
<p>Hemingway è figlio della Parigi anni &#8216;20 e dei suoi eroi intellettuali. Parigi lo ha accolto, aspirante ed inesperto scrittore, ne ha forgiato l&#8217; animo nella disciplina della povertà. Ha creato il suo stile e visto nascere la sua poetica. Lo ha lasciato dopo pochi anni immenso ed affermato e mai più felice.<br />
Le strette vie del Quartiere Latino sono la perfetta trasposizione spaziale della sua indigenza e i caffé di Montparnasse la condizione esistenziale per osservare il mondo e la vita. Culla di speranze, sogni ed illusioni che presto svaniranno con l&#8217;allontanarsi dalla città.</p>
<p>Le evocazioni mirabili della vitalità e della giovinezza ormai lontana sono perennemente in bilico tra ironia, disillusione. Una malinconica nostalgia figlia di un&#8217; Hemingway, incapace di rapportarsi con un passato quanto mai lontano dalla decadenza della vecchiaia. Il successo ha solo corrotto la purezza di allora, sfuggita una volta per non tornare mai più.</p>
<p>Le scuse alla moglie Hadley fedele compagna di quegli anni per aver distrutto con la sua superficialità quell&#8217;idillio sono doverose, necessarie ed urgenti. In fondo, forse, nient&#8217;altro che un commovente ultimo addio al grande amore sincero e mai dimenticato. E&#8217; chiudendo il libro che ti rendi davvero conto che Parigi non è un luogo, non è una raccolta di ricordi, ma una parte pulsante di te, del tuo sentire e della tua storia. Anche se non ci hai mai messo piede.</p>
<p style="text-align: left;"><em>&#8220;Se hai avuto la fortuna di vivere a Parigi da giovane, dopo, ovunque tu passi il resto della tua vita, essa ti accompagna perché Parigi è una festa mobile.&#8221;<br />
</em>Ernest Hamingway a un amico</p>
<p style="text-align: left;"><em> </em></p>
<p>PS Ringrazio affettuosamente la persona cara che mi ha donato questo piccolo grande tesoro.</p>
<p>Consiglio spassionatamente di portarlo con voi se doveste mai soggiornare in quella città che tra queste pagine è l&#8217;indiscussa protagonista.</p>
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		<title>Assaggi: Vagabonda nel Turkestan di Ella Maillart</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 23:49:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulio</dc:creator>
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Ultimamente mi sono perso in Asia Centrale con Ella Maillart e credo che in futuro mi capiterà nuovamente di viaggiare con lei. Il mio primo libro di viaggio scritto da una donna mi ha lasciato con la bocca aperta. E non sono di certo l&#8217;unico visto i numerosi altri viaggiatori che si sono messi sulle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><a href="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/03/88706361271.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1505" src="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/03/88706361271.jpg" alt="" width="130" height="200" /></a>Ultimamente mi sono perso in Asia Centrale con Ella Maillart e credo che in futuro mi capiterà nuovamente di viaggiare con lei. Il mio primo libro di viaggio scritto da una donna mi ha lasciato con la bocca aperta. E non sono di certo l&#8217;unico visto i numerosi altri viaggiatori che si sono messi sulle sue tracce. Sarà che questa donna, oltre a possedere una <a href="http://www.ellamaillart.ch/bio_en.php">biografia</a> davvero singolare, ha un coraggio inquantificabile, una libertà d&#8217;animo e uno spirito di iniziativa che lascia attoniti.</p>
<p>Ed è proprio quella necessità di scoprire di persona a portarla sola, nel 1932 ad attraversare le repubbliche sovietiche dell&#8217;Asia Centrale, vagabonda in un Turkestan che porta sulla pelle i segni delle conquiste comuniste non ancora concluse, e che è testimone delle rivolte e del brigantaggio mussulmano dei &#8220;basmaci&#8221;. Tashkent, Bukhara, Khiva e mille oasi sperdute e perdute fino al mare d&#8217;Aral e indietro fino all&#8217;odierno Kazakhstan.</p>
<p>Chi frequenta o ha frequentato i lidi della letteratura di viaggio, o anche chi non lo ha mai fatto, troverà una narrazione particolare, molto asciutta, schietta, senza grandi aperture o digressioni storiche o politiche. La prosa di Ella Maillart non ha infatti il respiro di Terzani o l&#8217;occhio scientifico di Maraini. Si avvicina piuttosto alla semplicità di un diario o di una cronaca dove tuttavia le immagini ti arrivano addosso frammentarie, brevi e veloci, continuamente. Le cose importanti sono elusive, dice lei, e non si può far altro che fallire sempre nel tentativo di descriverle decentemente.</p>
<p>Perché Ella Maillart non è una giornalista, non è una scrittrice (e infatti scrivere non le è mai risultato facile) ma una semplice <a href="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/03/photo_41.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1513" src="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/03/photo_41-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" /></a><br />
(grande) viaggiatrice. Leggendola ti senti sulla pelle la fatica di un viaggio itinerante, la difficoltà di fare provviste appena possibile ma di non appesantire lo zaino, di montare su un cammello per attraversare un deserto a -30 gradi, lo scoramento di chi ha perso l&#8217;ultimo passaggio per arrivare a destinazione. I furti e i sorrisi; lo stupore per la diversità, di Ella e di un mondo ormai scomparso, i piccoli gesti di chi, nella miseria, è capace di aiutare e donare tutto se stesso.</p>
<p>Ci racconta di un modo di viaggiare scomparso, lontano idealmente secoli, un&#8217;avventura per pochi intrepidi dove la riuscita, o il ritorno, non è mai un fatto scontato. Un libro che appassiona nella sua semplicità, nei suoi scarni dettagli preziosi, quasi da bigino per noi pigri (o sfortunati) che siamo rimasti a casa, viaggiatori solo tra le righe.</p>
<p>La lontananza nello spazio e nel tempo è manifesta e  parole e nomi non tradotti ci permettono di volare lontano con la fantasia e per un istante possiamo anche noi vedere chiaramente gli uomini coi loro <em><em>č</em>ugurma</em> e gustare il sapore delle <em>lipioska</em>. Ricordando che il mondo, nonostante tutto, rimarrà sempre un posto più grande di quello che sembra.</p>
<p><a href="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/03/photo_7.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1506" src="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/03/photo_7-300x195.jpg" alt="" width="300" height="195" /></a>&#8221; Una ragazza indigena, truccata e con una bocca volgare dai denti sporgenti, beve sola in una cajkana. Accovacciate ai suoi piedi alcune venditrici di berretti vengono quasi soffocate dalla folla che si scosta per far passare un teleg. Il macellaio sbraita, preso d&#8217;assalto in mezzo ai suoi pezzi scarlatti di cammello.</p>
<p>Sono tanti quelli che potrebbero ripetere assieme al derviscio che avanza con il suo scodellino di zucca da pellegrino: &#8220;La povertà è la mia gloria&#8221;. [...]</p>
<p>Alcune vecchie tendono una ciotola di legno: hanno palpebre diafane e croste scure agli angoli della bocca: La pioggia cade, ravvivando i colori dei khalat consunti. Ovunque mi appaiono cadaveri ancora in vita che lottano con più o meno forza&#8230; E forse anch&#8217;io lo sono, io che sto immobile a guardarli. Tutto dipende dal &#8220;più&#8221; o dal &#8220;meno&#8221;. &#8221;</p>
</div>
</div>
<div>Il viaggio lungo le oasi e le rotte carovaniere della via della Seta è tradotto ed edito da EDT in <a href="http://www.edt.it/shop/dettaglio.php?isbn=8870636127">questo volume</a> che, tuttavia, raccoglie soltanto la metà del viaggio compiuto dall&#8217;autrice (raccolto nel volume &#8216;Des montes célestes aux sables rouges&#8217; ,  appena acquistato e di prossima lettura) che ha toccato in realtà anche i restanti  stati &#8220;&#8217;stan&#8221;. L&#8217;opera di Ella Maillart è stata tradotta in italiano soltanto parzialmente ma potete trovare una sua bibliografia completa <a href="http://www.ellamaillart.ch/livres_en.php">qui</a>.</div>
<div>Gli scatti sono dell&#8217;autrice.</div>
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		<title>Inseguimenti: Prati di Andrea Inglese</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Feb 2010 14:04:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Prato n° 147 (magnetofono e proiezione super otto) di Andrea Inglese
Cerchiamo di farla noi, in tutta tranquillità, così ravvicinati, confidenti, un’infanzia, senza drammatizzare. In qualsiasi momento, è di grande utilità, rimbocchiamoci le maniche, un’infanzia nuova, con rigore. È ovvio che ci va di mezzo un bambino, soluzioni alternative non ne esistono, ci andrà di mezzo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/02/alice_lewis_carroll.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1296" title="alice_lewis_carroll" src="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/02/alice_lewis_carroll-207x300.jpg" alt="" width="207" height="300" /></a></p>
<p><em>Prato n° 147 (magnetofono e proiezione super otto) di Andrea Inglese</em></p>
<p>Cerchiamo di farla noi, in tutta tranquillità, così ravvicinati, confidenti, un’infanzia, senza drammatizzare. In qualsiasi momento, è di grande utilità, rimbocchiamoci le maniche, un’infanzia nuova, con rigore. È ovvio che ci va di mezzo un bambino, soluzioni alternative non ne esistono, ci andrà di mezzo, anzi mettiamocelo subito, meglio un maschio allora, che le bambine sono più difficili, se si sdraiano sull’erba, e sollevano i loro vestiti leggeri, a fiori. Come quelle fotografate da Lewis Caroll, dai vestiti logori e le facce adulte, per via delle gonnelline quasi rovesciate, di quella pelle troppo dolce, ma le labbra gonfie, come disegnate sopra, del tutto false, da donna matura, nessuno sa come gestire le labbra adulte, sulle gambe dolci, con il gonnellino tirato su, che poi uno le fotografa, come Lewis Carroll, queste bambine, e non sa più perché va a fotografare tutta questa infanzia, proprio tra le bambine, sui loro corpi, appena si sdraiano, e sceglie le facce più adulte, le labbra mature.</p>
<p>Se facciamo un bambino maschio, poi lo piazziamo in mezzo, dentro la sua infanzia, in campagna per forza, lasciamogli quest’opportunità, che ci siano le galline, l’aia polverosa per giocare a pallone, il cane disteso sotto il sole, la montagna di fieno, le cantine e i solai, con dentro i bauli, e nei bauli le divise dell’ufficiale fascista, le scale a pioli poggiate sui muri, la serra in disuso, con molte ragnatele e vetri rotti, i fossi con dentro le rane, i prati con le lumache o le cavallette, i prati con l’erba così alta che uno ci si tuffa, si mette a pancia in giù, con gli steli che pungono la faccia, e dà grandi bracciate, nuotando in mezzo al polline, alle spighe, schiacciando qualche margherita, mangiando addirittura erba, e tirandosi dietro una bambina, vediamo di lasciargli questa opportunità, basta che non si metta sopra di lei a cavalcioni, tirandole i capelli, mordendole il collo, gridando che la farà annegare, mentre un’eccitazione gli scoppia in testa, e non capisce più nulla, sentendo come la bambina si abbandona alle sue sevizie, con la faccia che è divenuta rossa ad entrambi, lui con la schiuma di saliva agli angoli delle labbra, lei delle lacrime lungo le guance, i piccoli ematomi azzurri che le sbocciano sulle spalle, tra le scapole, dove lui tira colpi, con il palmo della mano aperto, o dove lui arriva con la bocca, per poi mordere, questa opportunità è così pericolosa, in fondo, qualche vecchia deve farsi vedere, o cominciare un lamento, o mettersi a gridare davanti alla cucina, che è pronto.</p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</p>
<p>Prosegue <a href="http://www.nazioneindiana.com/2010/02/17/da-prati/#more-30455">quì su Nazione Indiana</a></p>
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		<title>Inseguimenti: Liberté di Paul Eluard</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Feb 2010 06:21:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sofia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Steve McCurry]]></category>

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		<description><![CDATA[Et par le pouvoir d&#8217;un mot
Je recommence ma vie
Je suis né pour te connaître
Pour te nommer
Liberté.
E in virtù d’una parola
Ricomincio la mia vita
Sono nato per conoscerti
Per chiamarti
                                                                                                          Libertà.
Paul Eluard
in Poésies et vérités 1942
(traduzione di Franco Fortini)
Fotografia di Steve McCurry, attualmente in mostra a Milano al Palazzo della Ragione (prorogata fino al 28 febbraio).
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/02/Guerra_Kuwait_1991.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1280" src="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/02/Guerra_Kuwait_1991-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Et par le pouvoir d&#8217;un mot<br />
Je recommence ma vie<br />
Je suis né pour te connaître<br />
Pour te nommer</p>
<p>Liberté.</p>
<p>E in virtù d’una parola<br />
Ricomincio la mia vita<br />
Sono nato per conoscerti<br />
Per chiamarti</p>
<p>                                                                                                          Libertà.</p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paul_%C3%89luard">Paul Eluard</a><br />
in Poésies et vérités 1942<br />
(traduzione di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Franco_Fortini">Franco Fortini</a>)</p>
<p>Fotografia di <a href="http://www.stevemccurry.com/main.php">Steve McCurry</a>, attualmente in <a href="http://www.stevemccurrymilano.it/">mostra a Milano</a> al Palazzo della Ragione (prorogata fino al 28 febbraio).</p>
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		<title>Inseguimenti: Autostop con Buddha di Will Ferguson</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 07:30:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sofia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un cane-leone ha la bocca sempre aperta, l&#8217;altro ha la bocca sempre chiusa. Il cane-leone con la bocca aperta si chiama Ah, l&#8217;altro Un, o meglio, nn. &#8220;Ah&#8221; è il primo suono che si emette quando si nasce; &#8220;nn&#8221; è l&#8217;ultimo prima di morire. &#8220;Ah&#8221; è il respiro inalato che dà inizio alla vita; &#8220;nn&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/02/img_3823_dxo-1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1199" src="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/02/img_3823_dxo-1-208x300.jpg" alt="" width="208" height="300" /></a>Un cane-leone ha la bocca sempre aperta, l&#8217;altro ha la bocca sempre chiusa. Il cane-leone con la bocca aperta si chiama <em>Ah</em>, l&#8217;altro <em>Un</em>, o meglio, <em>nn</em>. &#8220;<em>Ah</em>&#8221; è il primo suono che si emette quando si nasce; &#8220;<em>nn</em>&#8221; è l&#8217;ultimo prima di morire. &#8220;<em>Ah</em>&#8221; è il respiro inalato che dà inizio alla vita; &#8220;<em>nn</em>&#8221; è il respiro del sollievo, il soffio che permette alla vita di fuggire. Tra i due intercorre un&#8217;intera esistenza, un universo intero ruota intorno a un singolo respiro.</p>
<p>Scatto di <a href="http://www.trekearth.com/members/d_man/">Damon Sattler</a>.</p>
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		<title>Inseguimenti: The lake isle of Innisfree di William Butler Yeats</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 08:52:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sofia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[And I shall have some peace there, for peace comes dropping slow,
Dropping from the veils of the morning to where the cricket sings;
There midnight&#8217;s all a glimmer, and noon a purple glow,
And evening full of the linnet&#8217;s wings.
 &#8221;E un po’ di pace avrò, chè pace viene lenta
  Fluendo stilla a stilla dai veli del mattino, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/02/Ireland.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1124" src="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/02/Ireland-208x300.jpg" alt="" width="208" height="300" /></a>And I shall have some peace there, for peace comes dropping slow,<br />
Dropping from the veils of the morning to where the cricket sings;<br />
There midnight&#8217;s all a glimmer, and noon a purple glow,<br />
And evening full of the linnet&#8217;s wings.</p>
<p> &#8221;E un po’ di pace avrò, chè pace viene lenta<br />
  Fluendo stilla a stilla dai veli del mattino, dove i grilli cantano;<br />
  e mezzanotte è tutta un luccicare, ed il meriggio brilla<br />
  come di porpora, e l’ali dei fanelli ricolmano la sera.&#8221;<br />
 </p>
<p>  (Traduzione a cura di Roberto Sanesi – Ed. Mondadori)<br />
 </p>
<p>  Scatto di <a href="http://www.trekearth.com/members/Eric70/">Eric Dega</a></p>
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		<title>Assaggi: Il Peso della Farfalla di Erri de Luca</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 09:33:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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Parlare del nuovo libro di Erri de Luca significa avventurarsi in un orizzonte classico, confrontandosi con uno spazio letterario tradizionale e al contempo innovativo.
Avvicinandosi alla  vicenda, seplice e paradigmatica, del re dei camosci e del suo cacciatore, anche il lettore meno svezzato non potrà non pensare al Vecchio e il Mare di Hemingway, e, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/02/il-peso-della-farfalla-erri-de-luca.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1219" title="il-peso-della-farfalla-erri-de-luca" src="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/02/il-peso-della-farfalla-erri-de-luca-184x300.jpg" alt="" width="184" height="300" /></a><br />
Parlare del nuovo libro di Erri de Luca significa avventurarsi in un orizzonte classico, confrontandosi con uno spazio letterario tradizionale e al contempo innovativo.</p>
<p>Avvicinandosi alla  vicenda, seplice e paradigmatica, del re dei camosci e del suo cacciatore, anche il lettore meno svezzato non potrà non pensare al Vecchio e il Mare di Hemingway, e, un po&#8217; superficialmente, riferire l&#8217;ultimo romanzo-racconto di De Luca ad una sfera tematica estremamente nota:  l&#8217;uomo e la natura, il confronto con il limite&#8230;etc etc.. ( per intenderci quell&#8217;insieme di connessioni che creano le tesine di maturità della maggior parte dei liceali italiani).</p>
<p>Ma Erri de Luca non è Hemingway e confrontare le due opere ( simili nell&#8217;archetipo di riferimento)  sarebbe un vero omicidio. La montagna meditata e spirituale di De Luca è molte miglia lontana dal mare crudele e svilente dello scrittore americano.</p>
<p>Il Peso della Farfalla è infatti un libro leggero, dolce e musicale, come la neve che accompagna i due protagonisti, lieve come i sentieri nascosti che vedono la sfida di un bracconiere ed un camoscio, entrambe icone sofferenti di una solitudine cercata.</p>
<p><em>In ogni specie sono i solitari a tentare esperienze nuove.  Sono una quota sperimentale che va alla deriva. Dietro di loro la traccia aperta si richiude.</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>In(s)contri: il 18 Febbraio Poesia contemporanea a Monza</title>
		<link>http://www.dmzine.it/2010/02/17/inscontri-il-18-febbraio-poesia-contemporane-a-monza/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 23:43:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Non privo di una certa emozione mi ritrovo a pubblicizzare il seguente incontro di reading,  che si terrà Giovedì sera a Monza. Rappresenta un&#8217; occasione unica per poter incontrare alcuni dei maggiori esponenti della poesia contemporanea europea , in particolare Viton e Cepollaro che più volte mi sono ritrovato ad utilizzare per le puntate radiofoniche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/02/biagio-cepollaro-poema-del-fuoco-3-2008.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1216" title="biagio-cepollaro-poema-del-fuoco-3-2008" src="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/02/biagio-cepollaro-poema-del-fuoco-3-2008-223x300.jpg" alt="" width="223" height="300" /></a></p>
<p>Non privo di una certa emozione mi ritrovo a pubblicizzare il seguente incontro di reading,  che si terrà Giovedì sera a Monza. Rappresenta un&#8217; occasione unica per poter incontrare alcuni dei maggiori esponenti della poesia contemporanea europea , in particolare Viton e Cepollaro che più volte mi sono ritrovato ad utilizzare per le puntate radiofoniche di Dmz. Appuntamento obbligatorio per tutti dopodomani sera al Teatro Binario 7 ( vicino alla stazione F.S.).</p>
<p>Giovedì <strong>18 febbraio</strong> h. <strong>21.00</strong><br />
MONZA <strong>Teatro Binario 7</strong> (via Turati 8, di fianco alla stazione FS)<br />
un’iniziativa di <em><a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick/www.poesiapresente.it');" href="http://www.poesiapresente.it/">Poesiapresente</a></em></p>
<p><em>NEL SEGNO DELLA PAROLA</em></p>
<p><strong>Jean-Jacques Viton</strong> (FRA), intervista e reading<br />
<strong>Biagio Cepollaro</strong> (MI), reading con videoproiezioni<br />
<strong>Mario Bertasa</strong> (MB), reading con videoproiezione</p>
<p><strong>Viton</strong> (1933), uno dei poeti francesi contemporanei più significativi, leggerà il suo “commento definitivo” (traduzioni di Andrea Inglese). Inoltre, grazie all’intervista condotta dal poeta <strong>Andrea Raos</strong>, sarà possibile approfondire la poetica dell’autore, la cui ricerca presenta caratteristiche difficilmente rintracciabili negli autori Italiani.</p>
<p>La sua scrittura predilige l’attraversamento burlesco e anarchico di eventi che si offrono senza gerarchie allo sguardo e alla memoria poetica. Spesso la sfera dell’esperienza quotidiana diviene terreno prediletto per un’esplorazione dei margini, dei resti, delle anomalie. I testi sono tratti da DECOLLAGE (P.O.L, 1986) e da <a onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('outclick/www.metauroedizioni.it');" href="http://www.metauroedizioni.it/catalog/product_info.php?products_id=181">IL COMMENTO DEFINITIVO. POESIE 1984-2008</a> (Metauro, 2009)</p>
<p><strong>Cepollaro</strong>, poeta di punta del Gruppo 93, traccerà con testi rappresentativi, il suo percorso poetico-artistico con la proiezione di immagini della sua ultima produzione visiva e leggendo dall’ultimo libro DA STRATO A STRATO (La Camera verde, 2009), da SCRIBEIDE (P. Manni,1993), da NEL FUOCO DELLA SCRITTURA (La Camera verde, 2008) e da LAVORO DA FARE (E-book, 2006). Si è distinto per l’acume critico e le sue doti di didatta, doti che per molti anni gli studenti del Liceo Scientifico Statale “P. Frisi” di Monza hanno potuto apprezzare.</p>
<p><strong>Mario Bertasa</strong>: “Atroce #31-0 (Integrale 0.1)”<br />
“Atroce”, la silloge poetica di una delle voci più rilevanti di MeB, inclusa nell’antologia “Mappa giovane”, debutta nella versione live, integrale, detta tutta d’un fiato, con articolazioni rapidissime della pronuncia e videoproiezione verbali e distorsori di voce.</p>
<p>Nel foyer, a disposizione del pubblico, “LaPoesiaSalvaLanima” distributore gratuito di poesie, realizzato secondo i principi della street art (installazioni create con materiale di riciclo e collocate in luoghi non convenzionali) dalle classi II E e III A della Scuola Secondaria di Primo Grado “Anna Frank” di Monza nel laboratorio di scrittura e lettura “pronto soccorso poetico” curato da Silvia Monti (con la collaborazione della prof. Licena Elli)</p>
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		<title>Assaggi: Tanatoparty di Laura Liberale</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 22:31:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[-> Assaggi]]></category>
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		<category><![CDATA[Meridiano Zero]]></category>
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		<category><![CDATA[recensione]]></category>
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&#8221; Allora di quella luce bianca di splendore abbagliante, paurosa, non aver spavento&#8221; Bardo Todol il libro tibetano dei morti.
Tanatoparty si  nutre di musica, la sua lettura  mi assorbe come un concept album:  ha una scaletta con dei brani-personaggi, vira e spiazza con sonorità differenti partendo da una base musicale comune a tutte le pagine: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/02/Tanatoparty.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1028" title="Tanatoparty" src="http://www.dmzine.it/wp-content/uploads/2010/02/Tanatoparty-195x300.jpg" alt="" width="195" height="300" /></a><br />
<em>&#8221; Allora di quella luce bianca di splendore abbagliante, paurosa, non aver spavento</em>&#8221; Bardo Todol il libro tibetano dei morti.</p>
<p><strong>Tanatoparty</strong> si  nutre di musica, la sua lettura  mi assorbe come un concept album:  ha una scaletta con dei brani-personaggi, vira e spiazza con sonorità differenti partendo da una base musicale comune a tutte le pagine: il Bardo Todol. E dal libro tibetano dei morti,vero contrappunto grafico e letterario dell&#8217;opera, Laura Liberale parte aggiungendovi la  poesia, il racconto e  l&#8217;immagine di uno degli oggetti letterari più strani in cui sia inciampato in questi tempi.</p>
<p><strong>Tanatoparty </strong>mi schiaccia il volto nel rimosso, contro il corpo morto ( putrescente o plastificato) di un cadavere , fin nel profondo della mia appartenenza ad una società materialista, che non accetta la materiale decomposizione della morte. Mi scardina, obbligandomi a riflettere sul mio bisogno di corpi eterni, immagini immarcescibili a cui dedicare la mia devozione post-adolescenziale, a cui offrire lumini culturali, in mancanza di una vera cerimonia.</p>
<p><strong>Tanatoparty</strong> mi costringe a pensare all&#8217;osceno, e alla sua rappresentazione, mi ricorda i brani di Andrè Bazin sull&#8217;irrapresentabilità della morte, mi fa pensare alle cerimonie funebri del folklore cattolico, al culto delle reliquie, all&#8217;arte formaldeidica di Damien Hirst, ai Popol Vuh, ai Bauhaus e agli Swans.</p>
<p><strong>Tanatoparty</strong> evoca, sbilancia e  spaventa in sole 126 pagine, più di quanto possa chiedere ad un libro,  ahimè  passato quasi inosservato, che mi fa ancora sperare nella possibilità di leggere parole nuove in Italia.</p>
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