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Assaggi: Festa Mobile di Ernest Hemingway

marzo 12th, 2010  |  Published in -> Assaggi, Featured, Headline, Letteratura

Mi sono concesso il lusso di leggere “Festa mobile” direttamente nel ventre di Parigi. Non ho percorso  le sue strade sulle orme di Hemingway, al contrario, mi sono fatto accompagnare per mano. Con lui l’ho respirata, assaporata nei piatti dei bistrò, ne ho sentito i profumi invitanti ad ogni angolo della strada; l’ho gustata nel vino e nei caffé cremé.

Hemingway è figlio della Parigi anni ‘20 e dei suoi eroi intellettuali. Parigi lo ha accolto, aspirante ed inesperto scrittore, ne ha forgiato l’ animo nella disciplina della povertà. Ha creato il suo stile e visto nascere la sua poetica. Lo ha lasciato dopo pochi anni immenso ed affermato e mai più felice.
Le strette vie del Quartiere Latino sono la perfetta trasposizione spaziale della sua indigenza e i caffé di Montparnasse la condizione esistenziale per osservare il mondo e la vita. Culla di speranze, sogni ed illusioni che presto svaniranno con l’allontanarsi dalla città.

Le evocazioni mirabili della vitalità e della giovinezza ormai lontana sono perennemente in bilico tra ironia, disillusione. Una malinconica nostalgia figlia di un’ Hemingway, incapace di rapportarsi con un passato quanto mai lontano dalla decadenza della vecchiaia. Il successo ha solo corrotto la purezza di allora, sfuggita una volta per non tornare mai più.

Le scuse alla moglie Hadley fedele compagna di quegli anni per aver distrutto con la sua superficialità quell’idillio sono doverose, necessarie ed urgenti. In fondo, forse, nient’altro che un commovente ultimo addio al grande amore sincero e mai dimenticato. E’ chiudendo il libro che ti rendi davvero conto che Parigi non è un luogo, non è una raccolta di ricordi, ma una parte pulsante di te, del tuo sentire e della tua storia. Anche se non ci hai mai messo piede.

“Se hai avuto la fortuna di vivere a Parigi da giovane, dopo, ovunque tu passi il resto della tua vita, essa ti accompagna perché Parigi è una festa mobile.”
Ernest Hamingway a un amico

PS Ringrazio affettuosamente la persona cara che mi ha donato questo piccolo grande tesoro.

Consiglio spassionatamente di portarlo con voi se doveste mai soggiornare in quella città che tra queste pagine è l’indiscussa protagonista.

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