Re-visioni:Carla Cerati
febbraio 25th, 2010 | Published in -> Re-visioni, Featured, Fotografia
Una linea sinuosa disegna i corpi nei nudi femminili della fotografa italiana Carla Cerati, il bianco e il nero modellano i corpi, la pelle è candida, i corpi sembrano marmo liscio scolpito. Immagini delicate ed emozionanti che accennano una femminilità sfumata, pacata, una bellezza semplice, una perfezione incontaminata e primordiale.
La seconda anima dell’artista si rivela nel reportage. Addentrandosi negli ospedali psichiatrici, la fotografa coglie la solitudine e la disperazione del malato, ma è un sentimento interpretabile oggettivamente,può essere condiviso da ogni uomo, la reclusione del soggetto diventa quella dell’osservatore.
Sono immagini silenziose dove ancora una volta l’uso del bianco e nero si adegua perfettamente ai sentimenti espressi. I soggetti sono assenti, senza identità, il malato nel manicomio perde identità, è solo un’identità corporea, sospeso tra il miraggio di riacquistare la propria vita e la perdizione della morte, presenza che sembra alleggiare in ogni fotografia.
I soggetti sono prigionieri della loro condizione, le figure si struggono e contorcono su loro stessi, sembrano volere comunicare qualcosa, ma non riescono a trovare le parole per farlo. Gli effetti corrosivi che la malattia ha nella mente umana è sono i veri protagonisti di questa serie di immagini, l’ uomo è solo il fantoccio attraverso il quale si esprime.
Alcuni scatti della fotografa sono in esposizione allo spazio FORMA Centro Interzionale di Fotografia, da giovedì 11 febbraio con la mostra “La fotografia in Italia. 1945-1975 Capolavori della collezione di Morello” (http://www.formafoto.it).

