Re-visioni: il Vangelo Viola per l’artista
febbraio 11th, 2010 | Published in -> Re-visioni, Arte
Dal 29 al 31 gennaio si è svolto Arte Fiera, la più grande fiera di arte contemporanea.
A Bologna sembrerebbe che neanche la serata di gala di venerdì 29 sia stata cosi eccezzionale, (se non altro per aver riunito due maestri come Bill Viola e Arvo Part) a confronto della lezione che Bill Viola ha regalato il mattino dopo agli studenti di Bologna.
Ecco un sunto del “Vangelo Viola” di Alessandra Mammì
(forse un pò lungo forse, ma meritevole per arrivare fino in fondo e godersi i 3 video-art dell’artista):
1) Una volta. Alla vostra età mi chiedevo, come vi chiedete ora voi: dove e come troverò il mio posto nel mondo? Alla vostra età non credevo che sarebbe stato possibile per me vivere con l’arte. E’ stato possibile anche grazie a chi mi ha insegnato ad aprire il mio cuore e non solo la mente. Ad avere fiducia nelle mie visioni a conservare gelosamente ogni insegnamento. Alle origini dell’uomo ci sono i graffiti rupestri , e in quei graffiti vediamo due cose: da una parte la tecnologia, dall’altra gli strumenti. Arte e tecnica (come nel Rinascimento, come oggi nell’era digitale, come allora all’alba dell’uomo) camminano insieme. Sono gli artisti che tengono in mano la visione dell’umanità.
2) Prima storia di Bill.Vi racconto una leggenda dell’Africa meridionale dove si narra di una donna che un giorno esce dal villaggio per cercare l’acqua. All’improvviso viene travolta da un branco di giraffe e resta stordita dal rumore degli zoccoli . Proprio in quel momento scoppia un temporale e il frastuono dei tuoni si aggiunge al rumore degli zoccoli. E’ lì che la donna sente nelle orecchie una canzone che nasce dall’incontro dei due suoni della natura. Torna la villaggio cantando, e la canta agli anziani che dicono che quella canzone l’ha mandata Dio. Ancora oggi è un canto molto usato da quelle parti. Questa è la tradizione, questa è la visione che gli artisti regalano al mondo. E questa visione la dovete cercare dentro di voi e non ha niente a che fare con il diploma.

3) La pratica artistica. Cosa fate quando siete soli nello studio? Lo studio per un artista è un posto sacro, un luogo dove succede qualcosa fra te e l’infinito . Qualcosa di indescrivibile. Da dove viene l’ispirazione? A scuola ci insegnano una tecnica, un mestiere ma l’opera non è solo tecnica mestiere arriva da qualche parte dentro di noi, da un momento particolare in cui corpo e mente lavorano insieme e da un luogo misterioso che ci appartiene dove etica e visioni si confondono. Nella cultura indù esiste una parola speciale. Dashan ( non giuro sulla trascrizione, ndr) che significa guardare e vedere, ma che se usata a proposito di artisti o artigiani significa “essere soli sotto l’occhio di Dio”. E’ così che un artista lavora nel suo studio: solo sotto l’occhio di Dio.
4) Elogio del vuoto. Siamo sempre dominati dalla nostra mente. Ma nel periodo che ho vissuto in Giappone ho capito che bisogna eliminare la mente e creare un vuoto dentro di noi. Per creare mi disse il mio insegnante giapponese devi trovare il vuoto, se sei troppo pieno non c’è posto per far nascere altro.
5) Seconda storia di Bill. Ero su una barca in mezzo a un fiume e all’improvviso ho cominciato ad osservare un gabbiano nel cielo. Non volava, cercava di restare immobile sorretto dal vento. Appena le correnti lo abbandonavano batteva le ali quel tanto che bastava per ritornare all’immobile sospensione. Riflessione. Per creare quella perfetta figura l’uccello aveva bisogno di due cose: la sua volontà e l’aiuto che gli veniva dall’esterno ( il vento). E’ la stessa cosa per la creazione artistica.

6) Niente da temere tranne la paura. Vivete in un momento storico meraviglioso dove la Rivoluzione digitale vi apre orizzonti infiniti. Ha una forza anche maggiore della rivoluzione industriale ed è solo all’inizio. Non dovete aver paura dovete aver fiducia nella vostra età e ricordarvi sempre che Michelangelo aveva 24 anni quando scolpì la Pietà e Raffaello 26 quando dipinse le Stanze in Vaticano. Voi siete gli attori, i protagonisti della trasformazione e del futuro del mondo. Ne avete la responsabilità. Per cui adesso uscite e andate a lavorare.
P.S. Chiunque ami il lavoro di Bill Viola (qui il suo sito personale) non può perdere i suoi primi capolavori. Tre importanti video ( Hatsu-Yume; The Passing, I don’t know what it is ) sono ora allegati ad un volume di Rarovideo ”Bill Viola Works” in questi giorni in distribuzione nei bookshop dei musei e nelle migliori librerie.