Avanti Pop: Scimmiato.
gennaio 23rd, 2010 | Published in -> Ascolti, Headline
Per chi ama la musica pop, ed io ama molto la musica pop, gennaio è un mese durissimo. Finiti i fasti del Natale, in cui chiunque sia mai stato qualcuno almeno una volta esprime i suoi sentimenti natalizi con un bel disco da cenone festivo con risultati che piacciono solo al loro direttore di banca, si torna all’inverno della musica, un momento gelido e crepuscolare, fatto di secondi o terzi singoli, repackaging e remix.
E’ un periodo per riflettere, rispolverare i dischi belli dell’anno scorso, da Jay-Z a Tinariwen, farsi definitivamente una ragione che altri sono stati meno esaltanti (Muse), verificare se si hanno tutte le copertine sull’i-pod, liberare la memoria, andare al cinema, frequentare la fidanzata, cose che poi durante l’anno si fanno più sporadicamente.
Gennaio 2010 è stata tutta un’altra storia.
Cosa dire di un anno che vede i Vampire Weekend numeri 1 nella classifica americana: non Mariah Carey o i fucking Nickelback, ma i Vampire Weekend… capite? Un anno che inizia così può solo superarsi se i Ministri vincono Sanremo… no, meglio, le Elezioni. No, meglio: Sanremo, le Elezioni e Miss Italia.
Gennaio 2010 è il mese del ritorno dei Gorillaz e chi ama il pop, ama i Gorillaz.
Le melodie raffinate e quel po’ di pazzia hanno reso 4 scapestrati bidimensionali l’icona mondiale di una musica che attraversa le barriere, che si fa influenzare dall’Hip-Hop quanto dai Blur (si, lo so); musica di qualità, profonda ed intelligente, emozionante, ma anche immediata.
“Plastic Beach”, il nuovo album, uscirà fra un mese tra mille aspettative; ho avuto la fortuna di vedere qualche visual ed è un festival (non quel Festival…) per gli occhi.
La storia è questa: i Gorillaz sono usciti dal loro Kong Studio e si sono trasferiti su un’isola interamente fatta dei rifiuti che l’uomo butta nell’oceano, costituita soprattutto da bottigliette di plastica,’immagine potente e quanto mai attuale. Da quest’isola i 4 musicisti comunicano con il mondo attraverso una radio pirata, il loro sito e, ovviamente, la loro musica.
I concept album sono un disastro se la musica non è all’altezza dell’ambizione. Sentezieremo in modo definitivo fra un mese, ma, per il momento, scaldiamo la giuria con la prima prova.
Che entri il reperto A.
Si chiama Stylo ed è una bestia strana, un freak influenzato da stili e generi diversi.
Ecco i complici:
Signor Bobby Womack, si alzi in piedi.
Signor Mos Def, si alzi in piedi. Ok, si sieda… e complimenti per Be Kind Rewind.
Signor Moroder, lei è più colpevole di altri. Se la giuria troverà gli imputati da condannare, stia pur certo che ci sarà una pena anche per lei.
Signor Anni ‘80, di nuovo qua. Non le avevamo dato l’ergastolo per i Paninari?
Al primo ascolto la giuria rimane perplessa.
Parola alla difesa:
Non è il solito singolo immediato dei Gorillaz, niente pianoforte zompettante, niente ritornello zuccherato; la canzone è un discofunk dritto, basato su un basso incalzante ed ipnotico, un’autostrada deserta che si apre di fronte alle vostre orecchie, vi fa rotolare come una salsola verso il canto dolce e disicantato di 2D, una strofa arida e sognante. Il sesso, l’energia di Bobby Womack creano un ritornello strano, sghembo, ma sexy al contempo; e poi suoni, colori, profumi, un viaggio onirico caldo e suadente.
No, non è radio friendly. E’ una canzone che gioca con le nostre aspettative, le dribbla, ci apre gli occhi su un altro mondo, “another world in the universe”.
Di canzoni orecchiabili, di musica usa e getta, del valore del pop, possiamo parlare per giorni, ma Stylo è di più; è un mondo colorato, è un film, è un movimento ecologista, è una nuova prospettiva. Potevano giocare facile, ripetersi, rimaneggiare qualche successo passato, andare da David Guetta o i Black Eyed Peas, ma questo non sarebbe da Gorillaz; loro sono una perenne sfida, chiedono di essere capiti prima di essere amati, consci di essere talmente bravi che gli vorrete bene lo stesso, anche se si accendono una sigaretta in presenza del vostro primogenito ancora neonato. Questa sfida è la musica pop, quella per cui morirei, quella che mi sa stupire, quella che mi fa sentire vivo e se questo è un crimine, incarcerate anche me.
L’entusiasmo della difesa avrà condizionato la giuria? L’accusa troverà argomenti più incalzanti? Lo scopriremo a Marzo quando uscirà il disco… manca poco.
Cazzo, già adoro sto 2010.
