Re-Visioni: Una ballata del mare salato di Hugo Pratt
gennaio 8th, 2010 | Published in -> Re-visioni, Fumetto

Illustrazione di Hugo Pratt
Il mio primo amore è stato quel bel ragazzo con l’aria da mascalzone, il cappello da marinaio e l’orecchino al lobo sinistro; quel giovane lupo di mare affascinante con “un’antipatia innata per i censori” nel cui animo sopravvivono ancora il senso della cavalleria e della galanteria.
Ho sempre sognato di essere Pandora Groovesnore al fianco di Corto Maltese su quel catamarano che, ne “Una ballata del mare salato”, solca inesorabile il grande Oceano Pacifico, voce narrante di quest’avventura corale.
Se fossi stata al suo posto credo che mi sarei sciolta davanti a quel marinaio truffaldino, con un senso dell’onore talmente grande da non poter esser altro che assenza pressochè totale di paura razionale o, come la definisce Luca Raffaelli, “quasi filosofica, forse soprannaturale”, che con nonchalance mi dedica parole (da innamorato?!) come: “Proprio perchè non assomigli a nessuna avrei voluto incontrarti sempre..in qualsiasi posto…”
Come non essere affascinati dalla figura del marinaio che, nato senza la linea della fortuna, se ne traccia una da solo, quasi a voler sfidare il destino, quasi a voler dichiarare la propria indipendenza nei confronti della sorte decisa dalla dea bendata? Insomma, la “ballata”, prima storia della saga del bel Corto Maltese, si rivela essere una sorpresa, piena di novità rispetto ai fumetti che, nel 1971, intrattenevano gli allora adolescenti.
Forse anche perchè ci si rende subito conto del fatto che il protagonista non è altro che un eroe di altri tempi, disilluso, pronto a partire verso l’ignoto alla ricerca di nuove scorribande (forse c’è qualche nota autobiografica in questa figura così romantica?) e lo si vorrebbe seguire in capo al mondo mettendosi in gioco fino in fondo non per il puro gusto di vincere, ma per imporre la propria personalità (sempre parafrasando Raffaelli).

Illustrazione di Hugo Pratt
Le vignette di questa “graphic novel”, infatti, vengono divorate e quando tutto finisce è come se si vedesse finalmente il sole dopo una lunga tempesta..l’animo è quieto ma nel profondo si sa che nulla è come prima e si aspetta di avere un nuovo albo tra le mani per poter ricominciare a viaggiare.
E voglio salpare anche io verso l’orizzonte con mare e cielo incendiati da uno di quei tramonti che solo il grande Hugo Pratt sa dipingere..sognare ancora ad occhi aperti di cavalcare le onde avendo come unica direzione l’ignoto e la sola certezza di incappare nell’ennesima grande avventura; e chissà, magari questa volta sarà davvero al fianco di Corto.

Una ballata del mare salato è edito Rizzoli- Lizard.